IL CAOS COSTRUTTIVO DI LORENZO LOMBARDI: QUANDO L’INFERNO DIVENTA UN
CALL CENTER
Una commedia brillante che sceglie la via del paradosso per mettere a
nudo le nevrosi del nostro tempo.
Il 13 e il 14 Giugno scorsi, al Teatro Testaccio di Roma – uno spazio
ridotto nelle dimensioni ma straordinariamente accogliente e dal forte
impatto atmosferico – è andata in scena l’ultima fatica, scritta,
diretta e interpretata da Lorenzo Lombardi.
Una commedia brillante che sceglie la via del paradosso per mettere a
nudo le nevrosi del nostro tempo.
La premessa è tanto semplice quanto efficace: un aldilà trasformato in
una bizzarra e inefficiente macchina burocratica.
Al centro della vicenda troviamo un 𝘚𝘢𝘵𝘢𝘯𝘢 annoiato e nostalgico dei
grandi peccatori storici, costretto a gestire la monotonia dell’𝘐𝘯𝘧𝘦𝘳𝘯𝘰
moderno insieme alla compagna 𝘓𝘪𝘭𝘪𝘵𝘩.
A rompere la routine, interviene il 𝘊𝘢𝘭𝘭 𝘋𝘦𝘢𝘵𝘩, un grottesco servizio di
assistenza telefonica per neo-defunti e il contestuale arrivo di tre
anime, i cui destini si incrociano a causa di un errore amministrativo
legato ad un enigmatico codice: l’𝐀𝟐𝟎.
Lo spettacolo si sviluppa con un ritmo eccellente, senza tempi morti o
cali di tensione.
La scrittura è agile, ricca di dialoghi serrati e impreziosita da argute
citazioni meta-cinematografiche.
La comicità funziona grazie a picchi di ironia tagliente e battute
fulminanti, capaci di divertire lo spettatore e offrendo, al contempo,
una critica spietata alla digitalizzazione forzata e all’alienazione dei
servizi contemporanei.
Sul fronte attoriale si avverte un’ottima intesa di fondo, pur con un
livello d’insieme che viaggia a velocità differenti.
La regia riesce a gestire bene la presenza sul palco e i tempi della
commedia, anche se la tenuta scenica e la fluidità della recitazione non
risultano uniformi per tutta la durata dello spettacolo.
In conclusione:
Quello andato in scena al Testaccio è un prodotto teatrale solido e
accessibile, capace di intrattenere con intelligenza.
Una commedia che scorre via con estrema piacevolezza e che merita, senza
dubbio, di essere intercettata nelle sue prossime repliche.
Voto: 4/5 



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Daniele Cangi